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area demenzeEpidemiologia della Malattia di Alzheimer e altre demenze nella regione Lazio

Con il termine generico di demenza si intende un insieme di malattie cronico degenerative (demenza di Alzheimer, demenza vascolare, demenza frontotemporale, ecc.) caratterizzate dalla progressione più o meno rapida dei deficit cognitivi, dei disturbi del comportamento e del danno funzionale, con conseguente perdita dell’autonomia e dell’autosufficienza.

La demenza interferisce con le attività sociali, lavorative e di relazione del malato e provoca un declino delle sue capacità con un impatto importante sulla sua vita, quella dei suoi familiari e sul sistema sanitario e socio-assistenziale. La forma più comune di demenza è la malattia di Alzheimer, che rappresenta circa il 60% dei casi. Ad oggi non sono disponibili trattamenti per rallentare o fermare il danno cerebrale causato dalla malattia di Alzheimer e altre forme irreversibili di demenza, ma alcuni farmaci possono alleviare e migliorare temporaneamente i sintomi. Il fattore di rischio più importante per la demenza, tra quelli conosciuti, è l’età. Il progressivo invecchiamento della popolazione generale, sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo, fa ritenere la demenza un problema sempre più rilevante in termini di sanità pubblica.

Altro fattore di rischio, in particolare per la malattia di Alzheimer, è rappresentato dal genere femminile. Sono stati inoltre individuati fattori di rischio legati allo stile di vita e pertanto potenzialmente modificabili: diabete, ipertensione, obesità, inattività fisica, depressione, fumo e basso livello di istruzione. È stato stimato che in Europa circa 3 milioni di casi di demenza di Alzheimer potrebbero essere dovuti all’azione congiunta di questi fattori.

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La demenza è in crescente aumento nella popolazione generale ed è stata definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dalla federazione Alzheimer’s Disease International (ADI); ADI report 2012, una priorità di salute pubblica a livello mondiale. Nel 2010 circa 36 milioni di persone risultavano affette da demenza con stime di aumento pari al doppio nel 2030 e al triplo nel 2050, con 7,7 milioni di nuovi casi all'anno. Da qui il forte richiamo dell’OMS e dell’ADI affinché i paesi investano sulla ricerca e includano le demenze nei loro programmi di salute pubblica, definendo a livello nazionale, regionale e locale piani di intervento con il coordinamento tra i diversi settori dell’assistenza.

La prevalenza della Malattia di Alzheimer e altre forme di demenza nei paesi industrializzati è circa del 8% negli ultrasessantacinquenni e sale ad oltre il 20% dopo gli ottanta anni. In Italia, il numero totale dei pazienti con demenza è stimato in oltre un milione (di cui circa 600.000 con demenza di Alzheimer).

Il Dipartimento di Epidemiologa del SSR del Lazio (DEP) produce e aggiorna ogni anno stime della prevalenza della malattia di Alzheimer e delle altre demenze tra la popolazione residente nella regione [Opensalute lazio https://www.opensalutelazio.it/salute/; http://www.deplazio.net/it/stato-di-salute], utilizzando un algoritmo basato sull’integrazione dei dati di diversi archivi dei Sistemi Informativi Sanitari (SIS) regionali. Nel 2017 sono state stimate 35710 (66% donne) persone affette da demenza con una età uguale o superiore a 65 anni, con una prevalenza pari a 2.3x100 residenti tra gli uomini e 3.3x100 tra le donne. La sottostima della prevalenza è spiegata dalla capacità dell’algoritmo di “catturare” solo i casi di demenza che hanno ricevuto almeno una prestazione nell’ambito del SSR (ricoveri, farmaci, esenzioni per malattia).

È comunque molto importante disporre di una popolazione di residenti identificati come affetti da demenza, sia ai fini di monitoraggio della patologia a livello regionale sia per la valutazione della qualità, dell’appropriatezza e degli esiti dell’assistenza sanitaria. Lo stesso Piano Nazionale Demenze ratificato nel 2014 sottolinea la rilevanza dell’uso dei sistemi informativi per caratterizzare il fenomeno delle demenze, descriverne l’epidemiologia e valutare le cure erogate ai pazienti.

Il DEP partecipa, inoltre, a due progetti multicentrici del Ministero della Salute: uno riguarda la validazione dell’algoritmo basato sui SIS [ http://www.ccm-network.it/progetto.jsp?id=node/1975&idP=740] e l’altro ha l’obiettivo di approfondire la conoscenza di un problema sanitario emergente che riguarda l’accesso all’assistenza da parte della popolazione immigrata affetta da demenza. Recentemente è stato pubblicato un articolo scientifico su uno studio effettuato dal DEP sull’utilizzo degli antipsicotici per il trattamento dei disturbi psichiatrici e comportamentali associati alla malattia di Alzheimer e alle forme di demenza [https://www.dovepress.com/determinants-of-antipsychotic-drugs-prescription-among-community-livin-peer-reviewed-fulltext-article-CIA].

Per approfondire:

-Ministero della Salute Demenze: http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_4.jsp?lingua=italiano&area=demenze

-Osservatorio Demenze dell’Istituto Superiore di Sanità  https://demenze.iss.it/

-Alzheimer Italia  http://www.alzheimer.it/

-World Health Organization Dementia: https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/dementia

-Norton S, Matthews FE, Barnes DE, et al: Potential for primary prevention of Alzheimer’s disease: an analysis of population-based data. Lancet Neurol 2014;13:788–794