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La maggior parte degli studi che mostrano un effetto delle esposizioni croniche ad inquinamento dell’aria sono stati eseguiti in nord America.

Il primo studio italiano che si propone di analizzare l’associazione tra esposizione cronica a biossidi di azoto (NO2) e particolato fine (PM2.5) e mortalità e stato appena pubblicato da Environmental Health Perspectives.

Sono stati seguiti, dal censimento 2001 alla fine del 2010, più di un milione di adulti abitanti a Roma. L’esposizione a NO2 e PM2.5 è stata attribuita ad ogni residenza dei soggetti.

I residenti a Roma sono esposti a concentrazioni medie annuali dei due inquinanti considerati (44 µg/m3 NO2 e 23 µg/m3 PM2.5) molto vicine ai valori attualmente utilizzati dalla Unione Europea come linee guida (40 µg/m3 NO2 e 25 µg/m3 PM2.5). Quello che lo studio ha evidenziato è che esiste un incremento del rischio di mortalità per cause non accidentali, cardiovascolari, malattie ischemiche del cuore e tumore al polmone all’aumentare dell’esposizione ben al di sotto dalle soglie utilizzate dall’Unione Europea.

 

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